CADASH e il Terzo Settore: competenze, consapevolezza e impatto sociale
Il Terzo Settore comprende tutte quelle organizzazioni, associazioni e enti senza scopo di lucro che operano per finalità di utilità sociale, promuovendo il benessere collettivo attraverso attività di volontariato, assistenza, cultura, educazione e inclusione. Questo settore si distingue per il suo impatto nella società, affiancandosi alle istituzioni pubbliche per rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità.
CADASH rientra pienamente in questa definizione: è un'organizzazione di volontariato che si dedica al supporto e all'assistenza delle persone fragili, promuovendo valori di solidarietà e inclusione. Attraverso le sue iniziative, CADASH contribuisce a migliorare la qualità della vita di molti, rafforzando il tessuto sociale e stimolando la partecipazione attiva dei cittadini.
Quando la percezione di sé supera la realtà: l’effetto Dunning-Kruger nel Terzo Settore
L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva per cui le persone con scarse competenze in un determinato ambito tendono a sopravvalutare le proprie capacità, considerandosi, erroneamente, esperti. Questa percezione errata deriva da un deficit metacognitivo che impedisce al soggetto di riconoscere i propri limiti e di valutare correttamente le proprie abilità.
Il fenomeno Dunning-Kruger e il Terzo Settore
Nel contesto delle organizzazioni di volontariato, come CADASH, questo effetto può manifestarsi in diverse situazioni. Spesso, chi si avvicina al mondo del volontariato o della gestione di associazioni senza scopo di lucro può sopravvalutare le proprie competenze organizzative, amministrative o strategiche. Il desiderio di fare del bene e di aiutare gli altri può portare a sottovalutare la complessità della gestione di progetti, dei finanziamenti e della comunicazione con gli enti pubblici e privati.
Questo fenomeno può avere un impatto significativo nel Terzo Settore:
Mancanza di competenze nella gestione: volontari o membri dello staff inesperti possono credere di avere le capacità per gestire iniziative complesse senza un’adeguata formazione.
Difficoltà nell'accettare supporto e formazione: chi si considera già competente potrebbe non essere propenso a migliorare le proprie conoscenze o a collaborare con esperti del settore.
Sottovalutazione delle difficoltà burocratiche e amministrative: le organizzazioni di volontariato devono affrontare regolamenti e normative precise, che chi è inesperto potrebbe tendere a ignorare o minimizzare.
Riferimenti storici
Già in passato, pensatori come Charles Darwin, Bertrand Russell, William Shakespeare e Socrate avevano evidenziato questo fenomeno. Darwin sosteneva che l’ignoranza genera maggiore fiducia rispetto alla conoscenza; Russell affermava che coloro che si dichiarano certi del proprio sapere sono spesso stupidi, mentre i saggi sono pieni di dubbi; Shakespeare scriveva che lo sciocco si crede saggio, mentre il saggio sa di essere sciocco. Anche Socrate, con il celebre "so di non sapere", esprimeva un concetto simile.
Origine della teoria
Lo spunto iniziale per lo studio di Dunning e Kruger derivò da un fatto di cronaca: un uomo di 44 anni rapinò due banche a volto scoperto, convinto di essere invisibile alle telecamere perché si era cosparso il viso di succo di limone. L'uomo era certo dell'efficacia di questa tecnica perché gli era stata suggerita da alcuni amici e aveva sperimentato erroneamente su se stesso, scattandosi una foto in cui non appariva (a causa di una cattiva inquadratura; il limone negli occhi lo portò a spostare la telecamera verso l’alto. Nell’inquadratura il suo volto non risultava visibile). Questo episodio spinse i due ricercatori a investigare il legame tra incompetenza e percezione di competenza.
Ipotesi e studi sul fenomeno
Dunning e Kruger condussero una serie di esperimenti su studenti di psicologia, valutando le loro capacità di ragionamento logico, grammaticale e umoristico. Ai partecipanti venne chiesto di autovalutare le proprie prestazioni dopo aver ricevuto i risultati dei test.
I risultati mostrarono che:
Gli studenti più competenti sottostimavano le proprie capacità.
Gli studenti meno competenti tendevano a sopravvalutarsi in modo significativo.
Con un minimo di formazione, anche gli incompetenti miglioravano la capacità di valutare se stessi, indipendentemente dal miglioramento effettivo della loro competenza.
I ricercatori conclusero che le persone tendono a:
Non riconoscere la propria incompetenza.
Sottovalutare la competenza altrui.
Sovrastimare la propria abilità.
Riconoscere la propria incompetenza solo dopo un miglioramento formativo.
Queste conclusioni si applicano perfettamente anche al Terzo Settore. Spesso, le organizzazioni di volontariato devono affrontare sfide complesse che richiedono competenze specifiche in ambiti come la gestione dei fondi, la comunicazione istituzionale e la pianificazione strategica.
Un rischio comune è quello di affidare ruoli di responsabilità a persone poco preparate, le quali, per effetto Dunning-Kruger, potrebbero ritenersi adeguate senza rendersi conto delle loro reali lacune. Questo può portare a inefficienze, difficoltà organizzative e perdita di opportunità di crescita per l'associazione.
Dunning paragonò questo effetto all'anosognosia, una condizione neurologica in cui il paziente non riconosce il proprio deficit.
L'anosognosia è una condizione neurologica in cui una persona non è consapevole di avere un deficit fisico, cognitivo o motorio, spesso causato da danni cerebrali, come quelli derivanti da ictus, traumi cranici o malattie neurodegenerative. Questo disturbo impedisce al soggetto di riconoscere la propria disabilità, rendendolo incapace di valutare correttamente la propria condizione. L'anosognosia può riguardare vari ambiti, come la paralisi di un arto (negata dal paziente nonostante l'evidenza), deficit cognitivi in malattie come l'Alzheimer o la schizofrenia, e persino condizioni psichiatriche, in cui il soggetto non riconosce il proprio stato patologico.
Nel 2000, i due studiosi vinsero il premio Ig Nobel per la psicologia con il loro articolo "Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments".
Strategie per contrastare l’effetto Dunning-Kruger nelle organizzazioni di volontariato
Per mitigare questo fenomeno e garantire una gestione più efficace, le organizzazioni di volontariato possono adottare alcune strategie:
Formazione continua: offrire opportunità di apprendimento per i volontari e gli amministratori per aumentare la consapevolezza sulle proprie competenze e migliorare la gestione dell'associazione.
Mentorship e collaborazione: incentivare lo scambio con esperti del settore per ottenere consigli e supporto.
Autovalutazione e feedback: promuovere una cultura della consapevolezza attraverso strumenti di valutazione delle competenze.
Ruoli adeguati alle competenze: assegnare responsabilità in base alle reali capacità dei volontari e dei dirigenti.
L'effetto Dunning-Kruger continua a essere uno strumento utile per comprendere le dinamiche dell'autovalutazione e dell'apprendimento, con implicazioni fondamentali per la crescita e la sostenibilità delle organizzazioni del Terzo Settore, come CADASH.